Previdenza complementare: cosa cambia dal 1° luglio 2026 per le aziende agricole

16 Luglio 2026

Una novità molto importante riguarda tutte le aziende agricole che assumono dipendenti: dal 1° luglio 2026 cambiano le regole sulla previdenza complementare, con nuovi adempimenti da rispettare fin dal momento dell’assunzione.

Con la Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), il legislatore ha modificato la disciplina della previdenza complementare, intervenendo sull’art. 8 del D.Lgs. 5 dicembre 2005, n. 252, il decreto che regola la previdenza complementare in Italia.

La riforma è stata successivamente completata da:

  • le FAQ del Ministero del Lavoro del 17 giugno 2026;
  • le Direttive COVIP del 19 giugno 2026;

che hanno fornito i primi chiarimenti operativi destinati ai datori di lavoro e ai fondi pensione.

L’obiettivo della riforma

L’obiettivo è incrementare l’adesione alla previdenza complementare attraverso un nuovo sistema di adesione automatica per i lavoratori di prima assunzione nel settore privato, lasciando comunque al lavoratore la possibilità di effettuare una scelta diversa entro i termini previsti dalla legge.

Cosa cambia dal 1° luglio 2026

Fino ad oggi il lavoratore disponeva di sei mesi per decidere se lasciare il TFR in azienda oppure destinarlo a un fondo pensione.

Dal 1° luglio 2026 il sistema cambia: per i lavoratori di prima assunzione opera il nuovo meccanismo dell’adesione automatica alla previdenza complementare. Il lavoratore ha 60 giorni per comunicare la propria scelta; in mancanza di una specifica ed espressa destinazione, l’adesione al fondo pensione previsto dal contratto collettivo diventa automatica.

Per gli operai agricoli il fondo pensione negoziale previsto dal CCNL è AGRIFONDO.

Il punto centrale: cosa succede se il lavoratore non sceglie entro 60 giorni

Se il lavoratore non restituisce il modulo di scelta entro i 60 giorni previsti dalla legge, e l’azienda non è in grado di dimostrare che è stata effettuata una diversa scelta, scatta il meccanismo dell’adesione automatica.

Da quel momento:

  • il TFR maturando non potrà più essere accantonato in azienda, ma dovrà essere versato mensilmente ad AGRIFONDO;
  • dovranno inoltre essere versati i contributi previsti dal CCNL: 1% a carico del datore di lavoro e 1% a carico del lavoratore.

⚠️ ATTENZIONE AI 60 GIORNI

Nessuna scelta del lavoratore entro 60 giorni = adesione automatica ad AGRIFONDO

  • TFR → AGRIFONDO
  • + contributo azienda 1%
  • + contributo lavoratore 1%

Si tratta quindi di una scelta che può incidere sia sulla liquidità dell’impresa sia sul costo del personale. Per questo motivo è fondamentale che ogni assunzione sia accompagnata dalla consegna dell’informativa e dalla compilazione del modulo di scelta.

In sintesi, trascorsi i 60 giorni senza una valida scelta del lavoratore, l’azienda dovrà:

  • versare mensilmente il TFR maturando ad AGRIFONDO;
  • versare i contributi aggiuntivi previsti dal contratto collettivo: 1% a carico dell’azienda e 1% a carico del lavoratore.

Non si tratta quindi di un semplice adempimento burocratico, ma di una modifica che può avere riflessi importanti sulla gestione amministrativa del personale, sulla liquidità aziendale e sul costo del lavoro.

La procedura Confagricoltura

Per gestire correttamente questo adempimento, Confagricoltura ha predisposto una procedura semplice.

Al momento dell’assunzione è necessario:

  1. Consegnare al lavoratore l’informativa sulla previdenza complementare, disponibile sul sito internet, presso gli uffici Confagricoltura e allegata alla documentazione di assunzione;
  2. Far compilare e firmare il modulo di scelta;
  3. Trasmettere il modulo agli uffici Confagricoltura, preferibilmente entro 30 giorni dall’assunzione, senza attendere la scadenza dei 60 giorni.

L’ufficio paghe provvederà a impostare la gestione del TFR secondo la scelta effettuata dal lavoratore e a effettuare tutti gli adempimenti previsti dalla normativa.

È molto importante non lasciare il modulo in azienda senza trasmetterlo. Un modulo dimenticato in un cassetto può determinare, allo scadere dei 60 giorni, l’applicazione automatica della nuova disciplina. Una semplice dimenticanza può quindi produrre effetti permanenti sulla gestione del TFR e sugli obblighi contributivi dell’azienda.

La nuova disciplina non è uguale per tutti

La nuova disciplina non riguarda tutti i lavoratori allo stesso modo. Le regole cambiano a seconda che il dipendente:

  • sia assunto per la prima volta dopo il 1° luglio 2026;
  • abbia già avuto precedenti rapporti di lavoro subordinato;
  • sia già iscritto oppure no a una forma di previdenza complementare alimentata dal TFR.

Per questo motivo è essenziale utilizzare il modulo di scelta predisposto da Confagricoltura, che consente di individuare correttamente la disciplina applicabile a ciascun lavoratore.

Il consiglio per le aziende

  • Consegnare sempre l’informativa a tutti i nuovi assunti;
  • far compilare e firmare il modulo il giorno stesso dell’assunzione;
  • trasmetterlo agli uffici Confagricoltura il prima possibile.

In questo modo sarà possibile garantire la corretta gestione del TFR, della previdenza complementare e di tutti gli adempimenti previsti dalla legge.

Per qualsiasi dubbio o chiarimento, gli uffici Confagricoltura sono a completa disposizione delle aziende associate.


Per rendere ancora più semplice la comprensione di queste novità, è stato realizzato un video informativo, pensato per illustrare in modo chiaro e accessibile le nuove disposizioni ai lavoratori.

GUARDALO QUI, DISPONIBILE SUL NOSTRO CANALE YOUTUBE. 

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