Voucher: “Non ci siamo ancora, disattese le aspettative delle aziende agricole”

08.09.2018

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Le aziende agricole cuneesi, in particolare quelle impegnate in queste settimane nelle diverse operazioni di raccolta, confidavano molto nella reintroduzione di uno strumento in grado di gestire al meglio le prestazioni di lavoro occasionale, come avveniva con i vecchi voucher, ma nonostante gli sforzi profusi dal Governo, secondo la Confagricoltura di Cuneo le difficoltà burocratiche stanno vanificando ogni aspetto positivo delle novità introdotte con il cosiddetto Decreto Dignità.

Le modifiche alla disciplina delle prestazioni occasionali non solo non hanno reintrodotto i voucher, ma non stanno neppure semplificando la vita agli imprenditori del settore né, di conseguenza, producendo gli attesi effetti positivi a livello occupazionale. “Sono ancora troppe le complessità burocratiche delle procedure con cui gli imprenditori del settore si devono confrontare e queste, di fatto, limitano fortemente l’utilizzo di questo strumento – sottolinea Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Cuneo e Piemonte –. Se si considera che l’agricoltura è costantemente condizionata da agenti atmosferici difficilmente prevedibili, sarebbe stato necessario prevedere uno strumento di più facile utilizzo e di immediata applicabilità”.

A parere della Confagricoltura cuneese il Decreto Dignità, nel rivedere la disciplina del contratto di prestazione occasionale, non ha adeguatamente snellito o semplificato gli adempimenti a carico delle aziende e dei lavoratori che sono rimasti i medesimi e con le stesse tempistiche. Sono diversi, infatti, gli aspetti critici che scoraggiano l’utilizzo del contratto PrestO (Prestazione Occasionale). Ne citiamo solo alcuni: sia il datore di lavoro che il lavoratore sono obbligati a iscriversi sulla piattaforma Inps, l’azienda deve prevedere anticipatamente le ore di lavoro inerenti le prestazioni occasionali, comunicare in via telematica tutti i dati relativi alla prestazione, l’eventuale revoca della prestazione e versare i compensi mediante il modello F24. L’azienda, almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione è tenuta a trasmettere le informazioni inerenti la comunicazione di inizio lavoro. Inoltre, coloro che lo scorso anno sono stati assunti come operai agricoli non possono essere assunti attraverso il PrestO e, ancora, l’utilizzo di questo strumento è riservato solo alle imprese che hanno meno di 5 dipendenti, non considerando dunque le aziende più grandi e strutturate.

“Tutte queste condizioni rallentano la programmazione delle aziende agricole e non rendono il nuovo strumento agile e flessibile a sufficienza per semplificare l’assunzione di manodopera in periodi limitati da parte delle aziende”, conclude Enrico Allasia.

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