Luigi Rinaudi di Vottignasco è la “Cioca d’or 2026”: cinquant’anni di alpeggio a Prazzo

Luigi Rinaudi, malgaro di Vottignasco, è il vincitore della “Cioca d’or 2026”, il riconoscimento assegnato da Confagricoltura Cuneo per la dedizione all’allevamento e alla montagna.
Il premio è stato consegnato mercoledì 9 settembre a Prazzo, nel corso della nona edizione di “Caluma el vache. Il ritorno della mandria a valle”, l’evento organizzato da Confagricoltura Cuneo con il sostegno del Consiglio Regionale del Piemonte, il patrocinio della Provincia di Cuneo e del Comune di Prazzo e in collaborazione con l’ATL del Cuneese, per celebrare la chiusura della stagione di alpeggio. In occasione della discesa a valle della mandria di Rinaudi, dall’alpeggio Grange Piscivo in Borgata Ussolo fino a Prazzo, la giornata ha rappresentato la tradizionale occasione di incontro con i malgari cuneesi per riflettere sulle problematiche che interessano il comparto delle Terre Alte e, più in generale, richiamare l’attenzione sulle esigenze di chi lavora in montagna. Dopo gli interventi di rito è avvenuta la premiazione, e la giornata si è conclusa con un momento conviviale nei pressi della ex Caserma Carlo Pisacane.
LUIGI RINAUDI – Vottignasco
Luigi Rinaudi nasce il 31 gennaio 1953 a Vottignasco, dove, fin da bambino, affianca il papà Francesco nell’azienda di famiglia dedita all’allevamento di una cinquantina di vacche di Razza Piemontese.
Nel 1976 diventa titolare dell’azienda, iniziando nello stesso anno l’attività di alpeggio a Ussolo, nel Comune di Prazzo. Da allora, ogni estate, Luigi risale con la sua mandria verso i pascoli della Valle Maira, rinnovando da cinquant’anni l’antica tradizione della transumanza. Oggi sono oltre 150 i capi che trascorrono i mesi estivi sui 130 ettari di pascolo dell’alpe Grange Piscivo.
Luigi ha saputo trasmettere alla sua famiglia il valore del lavoro agricolo e la passione per l’allevamento. I tre figli, Albano, Raffaella e Sabina, hanno intrapreso a loro volta un proprio percorso nel settore primario.
Oggi le nipoti di Luigi, Elisa e Sara, lo affiancano durante la stagione d’alpeggio, partecipando alle attività quotidiane e condividendo con il nonno il lavoro in montagna. È anche attraverso la loro presenza che si realizza il passaggio generazionale di un patrimonio di conoscenze, valori e saperi legati all’allevamento e alla vita nelle Terre Alte.

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