Tradizione e nuove passioni i segreti della vita in alpeggio

A Entraque l’azienda di Domenico Forneris alleva bovini, ma anche capre e cavalli con i figli Nicolò e Michael
di Paolo Ragazzo, “L’Agricoltore Cuneese 05/2026
Bovini, capre e cavalli. Sono loro i tre pilastri dell’azienda agricola Domenico Forneris a Entracque. Oltre 150 capi di razza Piemontese, ma anche Barà e Pezzata d’Oropa, un’ottantina di capre perlopiù Roccaverano e diversi cavalli, tra Merens, Quarter e Haflinger. Numeri che, seppur solo parzialmente, raccontano molto bene l’identità di un’impresa che da tre generazioni si rinnova per continuare ad allevare in montagna, facendo i conti con tutte le difficoltà che quest’attività ad alta quota comporta.
A condurre l’azienda ci sono papà Domenico, 55 anni, e i suoi due figli Michael (31) e Nicolò (25). Tre timonieri che da sempre vivono la valle Gesso, a partire dal primo: “Ho iniziato a 15 anni nell’azienda di mia mamma poi, terminato il servizio militare, ho lavorato qualche anno alla Carbocalcio a Valdieri e nel 1996 ho deciso di tornare in allevamento dove, con la mia famiglia, abbiamo ampliato la mandria bovina – racconta Domenico –. Per noi che abbiamo la stalla all’ingresso del paese, la salita in alpeggio da metà giugno ad ottobre è una tradizione che si rinnova da almeno tre generazioni e non potrebbe essere diversamente. Un tempo questa vita era molto comune tra le famiglie della valle, ma ora siamo rimasti in pochi a fare questo mestiere. Noi continuiamo grazie anche all’impegno dei miei due figli che hanno deciso di proseguire lungo questa strada, ma le criticità non mancano”.
Caseificio in arrivo e attività equestri
Per fortuna attualmente i prezzi di vendita dei bovini hanno ripreso quota rispetto a qualche mese fa, ma parallelamente, dallo scoppio del conflitto in Ucraina in poi, sono cresciute di molto le spese per l’allevamento degli animali e non solo. Davanti a situazioni sfavorevoli, tuttavia, i Forneris non si sono abbattuti e, anzi, hanno cercato nuova linfa rafforzando gli investimenti in nuove attività, come l’allevamento di capre con Nicolò e di cavalli con Michael. Due scelte per nulla forzate e che, in qualche modo, hanno assecondato le passioni delle giovani leve presenti in azienda.
“Fin da quando avevo tredici anni ho iniziato ad avere le mie prime capre – sottolinea Nicolò –, poi di anno in anno siamo cresciuti nel numero, fino alle attuali 80, e tra un anno dovrebbe essere terminato il caseificio aziendale dove potremo trasformare il nostro latte in formaggi e derivati anche in inverno. Questo grazie ad un finanziamento del GAL Valli Gesso Vermenagna Pesio che ci consentirà di chiudere il cerchio e dare un ulteriore sbocco all’attività”.
Di pari passo sta prendendo sempre più forma il progetto equestre, spinto dall’entusiasmo contagioso di Michael: “Ho appreso buona parte della tecnica di allevamento di questi animali da mio zio e adesso con mio cugino e altri amici della valle abbiamo dato vita alla Scuderia del Gess dove cerchiamo di avvicinare quanta più gente possibile a questo universo, proponendo trekking, escursioni nei boschi e insegnando ai ragazzini come si gestisce un cavallo in montagna, come si conduce sui sentieri, dove farlo camminare, qual è il percorso migliore e molte altre semplici regole per vivere correttamente e in sicurezza il cavallo in ambiente montano”.
Ma la passione non si ferma qui, tanto che Michael ha già in mente di sviluppare maggiormente alcune tipologie di sport equestri, di derivazione americana, in cui cavalli e vitelli sono protagonisti. È il caso del team penning dove l’obiettivo è di condurre nel minor tempo possibile 3 vitelli in un recinto o il ranch sorting dove i cavalieri devono isolare e trasferire i vitelli da una metà all’altra del campo in ordine numerico. “Avendo entrambi gli animali mi piacerebbe provare a implementare anche questa attività in azienda”, precisa.
Allevamento bovino centrale, ma quanta fatica
Detto delle prospettive di questi due “rami” aziendali, il cuore dell’attività continua ad essere rappresentato dall’allevamento bovino che nei mesi estivi trova casa sul Gias Isterpis lungo il sentiero che conduce al rifugio Soria.
Da questa stagione, grazie ad un contributo avuto dal Comune da parte della Regione, sono stati portati in alpe acqua e luce per una struttura migliore e più funzionale in una location incantevole dal punto di vista paesaggistico, ma che nasconde diverse insidie: “Quest’anno già a inizio luglio l’erba si presentava insolitamente secca in molti punti; nonostante il terreno abbia goduto di buone nevicate invernali, il caldo di queste settimane unito alle scarse precipitazioni sta mettendo a dura prova il nostro lavoro – confida Domenico Forneris –. Sempre più spesso dobbiamo fare i conti anche con altre criticità naturali, come la presenza ormai molto diffusa del lupo. Attacca in particolare le capre e siamo costretti a difenderci come riusciamo e in modo del tutto inefficace: dovremmo sorvegliare a vista il gregge o le mandrie tutti i giorni ininterrottamente. Ma non è fattibile. I cani da guardiania e le recinzioni elettrificate, poi, ci danno una mano, ma non sono sufficienti. Occorre trovare quanto prima soluzioni più incisive per un reale controllo della specie selvatica, se vogliamo che i malgari continuino a fare il loro mestiere in sicurezza”, chiosa l’allevatore di Entracque.
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