Le virtù femminili nelle radici delle colline del Moscato

A Castiglione Tinella l’azienda Teresa Soria riconosce il suo passato e guarda al futuro con investimenti costanti.
Il cuore del Moscato non sarebbe così grande senza le capacità e la tenacia delle donne che da generazioni se ne prendono cura. È il caso dell’azienda viticola Teresa Soria a Castiglione Tinella, che fin dalla sua nascita lega i suoi vini al saper fare femminile. Nel 1946 Armando Soria e Anna Colla, sposandosi, fondano l’azienda agricola che da mista e di sussistenza, come molte in quegli anni difficili, comincia a vinificare grazie al sapere acquisito e portato in dote da Anna.
A lei, infatti, che negli anni della guerra, in assenza dei fratelli impegnati al fronte, ha imparato il mestiere dal papà e lo ha fatto suo.
“Con il marito, mio nonno, costruiscono una piccola cantina sotto l’alloggio con vasche in cemento e tecnologie di inizio ‘900, come i filtri in sacchi olandesi, e iniziano a produrre Moscato. Arrivano a vinificare tutta la produzione, fino a 120 ettolitri di vino che poi rivendono ad aziende più grandi”, racconta Emanuele Contino, il nipote ora alla guida dell’azienda.
“Nonna trasmette questo suo sapere a mia mamma Teresa, che fin da piccina la aiuta in cantina, ma alla morte di nonno e con le case spumantiere che iniziano a richiedere tecnologie più moderne, la produzione subisce un drastico rallentamento.”
Fino ad una nuova iniezione di fiducia impressa da Teresa, aiutata dal marito Piergiacomo Contino, con la scelta negli anni ’90 di tornare ad aumentare la quota di uve da vinificare. “Mio papà faceva l’operaio alla Ferrero, facendo i turni ha sempre aiutato mamma”, continua il vitivinicoltore, “un apporto di sostanza e di idee, come quella di voler produrre un Moscato secco “Insolito” per avere un’alternativa da proporre al mercato.
“Io nasco figlio di operaio e ora che sono imprenditore continuo con lo spirito che mi hanno trasmesso i miei genitori, che ancora oggi sono al mio fianco ogni giorno. Grazie ai loro insegnamenti mantengo viva la tradizione, ma con i recenti investimenti cerco di dare all’azienda un nuovo futuro.
Nuove la cantina e la sala degustazioni: alla voce nuovi investimenti figurano principalmente la nuova struttura di vinificazione con attrezzature e macchinari all’avanguardia e una sala degustazione dove accogliere i tanti turisti che quasi tutto l’anno ormai visitano questi territori di confine tra la Langa e il Monferrato.

Enoturismo e futuro
"Mi sono diplomato all'Enologica di Alba nel 2007, poi dopo qualche esperienza da agronomo ho deciso di stabilirmi in azienda nel 2012, acquistando alcuni ettari di terreno sulla collina di Moncucco. Nel 2019, proprio alla vigilia della pandemia, la scelta di ingrandire i locali dove poter anzitutto proseguire nell'ammodernamento del processo di vinificazione. Non è stato semplice portare al termine i lavori, per via dei costi dei materiali schizzati alle stelle e all'incertezza di quei lunghi mesi, ma ce l'abbiamo fatta e adesso sono arrivato a imbottigliare quasi tutto il vino che produco e ad accogliere visitatori."
Proprio la via dell’enoturismo è in grado di riservare le soddisfazioni più grandi all’azienda "Teresa Soria" in termini di contatti e ritorni economici: "Nonostante il flusso di presenze in cantina sia altalenante, non possiamo proprio lamentarci – continua Emanuele –. Assistiamo ad una bella crescita di questo fenomeno, trainato dalle presenze che fa registrare l’Albese ed è composto da persone (soprattutto straniere) che sempre più arrivano già con una buona conoscenza del prodotto".
Oltre ai vini a base Moscato d’Asti, tra cui si annovera anche il Vermouth Rosso, l’azienda "Teresa Soria" produce Dolcetto, Brachetto, Barbera e Nebbiolo, da poco anche in versione spumante. Gli enoturisti sono catturati soprattutto dal momento esperienziale con il tour dei vigneti e della cantina, dove a conquistare sono il contatto umano e la storia familiare. Il vero valore è rappresentato proprio dalla storia, che quando è autentica si trasforma in una preziosa risorsa.
L’azienda di Castiglione Tinella è tra quelle impegnate nella coltivazione dei Sorì, vigneti eroici per via delle pendenze estreme che necessitano di lavorazioni quasi tutte manuali e con elevati costi di produzione, spesso non adeguatamente remunerati.
"Purtroppo, non siamo ancora riusciti a trasformare la fatica che facciamo nella lavorazione di questi vigneti in riscontri concreti – sottolinea Contino –. A questo si aggiunge un periodo particolarmente instabile per il vino in generale, che deve fare i conti con messaggi fuorvianti circa l’impatto del suo consumo sulla salute e un cambiamento delle abitudini di acquisto e consumo specie tra i più giovani".
Alla domanda su quale sia il suo sogno, Emanuele Contino confessa: "In seconda elementare avevo scritto così in un tema ispirato da questa domanda: da grande vorrei costruire una cantina tutta mia. Mi sento fortunato ad averlo realizzato e, in futuro, continuerò a battermi per far capire ai consumatori ed agli operatori il ruolo fondamentale di noi viticoltori, primi custodi di un territorio unico, riconosciuto dall’Unesco, ma fragile se non gestito con cura".
Articolo tratto da L’Agricoltore Cuneese n. 08/2025

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