Caro gasolio e blocchi dei TIR, Confagricoltura Piemonte rinnova la richiesta di aiuti regionali alle imprese agricole

Allasia: «Garantire la circolazione delle merci e sostenere le aziende. La Regione intervenga sul costo del gasolio agricolo»
Le proteste degli autotrasportatori contro il caro carburanti, che nelle ultime settimane hanno interessato diverse regioni del Mezzogiorno, stanno creando difficoltà alla movimentazione delle merci e all’approvvigionamento dei mercati, con conseguenze particolarmente delicate per le produzioni ortofrutticole deperibili. Confagricoltura Piemonte richiama l’attenzione sui rischi per l’intera filiera e rinnova alla Regione la richiesta di un intervento straordinario a sostegno delle imprese agricole, alle prese con l’aumento dei costi energetici e di produzione.
Al Centro Agroalimentare di Torino – CAAT, confrontando i listini del 1° e del 20 ottobre, il prezzo prevalente dei pomodori tipo Piccadilly è passato da 4,30 a 5,30 euro al chilogrammo, quello dei peperoni lunghi rossi e gialli da 2,70 a 3,30 euro, delle zucchine chiare da 1,25 a 1,70 euro e dell’uva da tavola bianca Italia da 1,40 a 1,70 euro. Nello stesso periodo, tuttavia, sono diminuiti i prezzi di altre produzioni, tra cui melanzane, finocchi e cavolfiori.
Si tratta di quotazioni all’ingrosso che risentono di diversi fattori, tra cui disponibilità di prodotto, andamento stagionale, domanda e condizioni di commercializzazione. I dati non consentono di attribuire direttamente i rincari ai blocchi dei trasporti, ma confermano l’importanza di assicurare continuità ed efficienza ai collegamenti tra le aree di produzione e i mercati.
«Comprendiamo le difficoltà degli autotrasportatori, che, come gli agricoltori, devono fare i conti con costi di esercizio sempre più elevati – dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte – ma è indispensabile garantire la libera circolazione delle merci, soprattutto quando si tratta di prodotti freschi. Un raccolto che non arriva tempestivamente sul mercato rischia di perdere valore, con un danno per chi lo ha prodotto e per tutta la filiera. Occorrono soluzioni rapide, attraverso il confronto con le istituzioni, che tutelino il lavoro delle imprese e assicurino la regolarità degli approvvigionamenti».
Confagricoltura Piemonte ricorda di aver già chiesto al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e all’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni l’istituzione di un fondo regionale per riconoscere alle imprese agricole un contributo straordinario a fondo perduto pari al 20% della spesa sostenuta per il gasolio agricolo nei mesi di giugno, luglio e agosto 2026. La proposta riguarda un periodo non coperto dal credito d’imposta nazionale previsto per gli acquisti effettuati da marzo a maggio e comprende anche le lavorazioni agricole affidate alle imprese agromeccaniche.
Altre Regioni hanno già assunto iniziative per contenere l’incidenza del costo dei carburanti sull’attività agricola. Tra queste il Friuli-Venezia Giulia, la Calabria, le Marche e la Lombardia, con strumenti e dotazioni finanziarie differenti.
«La nostra richiesta alla Regione Piemonte è concreta e circoscritta – aggiunge Allasia – e nasce dall’esigenza di sostenere le imprese in una fase particolarmente impegnativa. Chiediamo un contributo sulle spese effettivamente sostenute, con modalità semplici e tempi rapidi di erogazione. Sappiamo che le risorse pubbliche devono essere utilizzate con attenzione, ma riteniamo che un intervento mirato possa dare un aiuto significativo alle aziende, contribuendo a preservarne la capacità produttiva e la competitività. Confidiamo nella sensibilità del presidente Cirio e dell’assessore Bongioanni, con i quali auspichiamo di poter individuare una soluzione sostenibile per il bilancio regionale ed efficace per il settore agricolo».
Per Confagricoltura Piemonte, il superamento delle difficoltà nei trasporti e il contenimento dei costi di produzione rappresentano due obiettivi complementari, necessari per assicurare continuità alle attività agricole, regolarità ai mercati e stabilità alle filiere agroalimentari.
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