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COVID-19: AL VIA LA FASE 2

Il 4 maggio è partita “Fase 2”, con una serie di allentamenti ai vincoli per prevenire il contagio e la diffusione del Coronavirus.

Rimane l’obbligo di quarantena per tutti coloro che presentino sintomi legati a sindrome respiratoria e con una temperatura corporea superiore ai 37,5°. Diventa obbligatorio l’uso della mascherina nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, mentre sarà possibile far visita ai congiunti che vivono nella stessa regione ed effettuare attività motoria e sportiva, individualmente, anche distante da casa.

Riapre la ristorazione da asporto per bar, ristoranti e take-away che si aggiunge all’attività di consegna a domicilio già ammessa.

Ripartono le attività produttive e industriali, le attività manifatturiere, i cantieri edili, fermo restando l’obbligo del rispetto delle regole in materia di sicurezza sul lavoro e di prevenzione del contagio.

Viene consentito, anche al di fuori del comune di residenza, lo svolgimento di attività lavorative su superfici agricole o forestali adibite alle produzioni per autoconsumo. In questo caso il soggetto interessato dovrà attestare con l’auto-dichiarazione il possesso della superficie agricola o forestale produttiva con l’indicazione del percorso più breve per il raggiungimento del sito.

Per approfondire:

ATTIVITÀ AGRICOLE: CHE COSA CAMBIA CON IL DPCM 10 APRILE 2020

Nel DPCM del 10 aprile 2020 ha previsto la ripresa delle attività di:

  • Silvicoltura ed utilizzo di aree forestali;
  • Commercio all’ingrosso di fertilizzanti e di altri prodotti chimici per l’agricoltura;
  • Cura e manutenzione del paesaggio esclusa la realizzazione.

È sempre consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di prodotti agricoli e alimentari; inoltre ,viene specificato che restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi.
Come specificato nelle Faq della Presidenza del Consiglio:

  • per gli imprenditori agricoli non sono previste limitazioni all’attività lavorativa per cui si deve ritenere che sono ricomprese tutte le attività connesse (fermo restando che per la produzione di energia, inserita nell’allegato 1, e l’agriturismo, non inserita, sono previsti codici Ateco specifici);
  • il Florovivaismo è incluso tra le attività produttive sempre consentite così come per i suoi prodotti è sempre permessa la vendita inclusi anche semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti. Tale vendita, come chiarito dalle FAQ e da diversi comunicati stampa ufficiali del Governo e del Mipaaf, si deve intendere consentita anche al dettaglio, anche se, contrariamente alle attese, nel Dpcm approvato non si trovi una indicazione specifica nell’allegato delle attività di commercio al dettaglio consentite. In ogni caso, in base alle interpretazioni citate, fornite a più riprese e in diverse sedi dalle istituzioni competenti, si può conseguentemente considerare possibile l’apertura dei punti di vendita di tali prodotti, che in ogni caso dovrà essere organizzata in modo da assicurare il puntuale rispetto delle norme sanitarie in vigore.

Rimane sempre possibile, anche considerando le disposizioni limitative previste da alcune Regioni, la vendita al dettaglio di fiori e piante a distanza e cioè con tramite internet, telefono etc. e prevedendo la consegna a domicilio.
Di seguito il link alla Gazzetta Ufficiale dell’11 aprile che pubblica il provvedimento e una tabella di raffronto tra le attività precedentemente ammesse e quelle inserite con il DCPM del 10 aprile
https://www.dropbox.com/s/0guw3e4yki48g18/DPCM_200410_GU_SG_200411_097.pdf?dl=0

CHIARIMENTI SPOSTAMENTI DEI LAVORATORI SETTORE AGRICOLO

Tutti gli addetti in forza alle aziende agricolo possono, quindi, recarsi al lavoro, anche spostandosi in un Comune diverso da quello di residenza, muniti dell’apposita Autocertificazione.

Nello specifico, possono recarsi al lavoro:

  • titolare
  • coadiuvanti
  • dipendenti
  • famigliari anche non coadiuvanti su quest’ultimo punto il decreto del 17 marzo prevede all’art 105 che sono autorizzati a lavorare nell’azienda i famigliari fino al 4° grado.
TABELLA GRADO DI PARENTELA
SOGGETTO GRADO DI PARENTELA
Genitori e figli
Nonni, nipoti, fratelli e sorelle
Bisnonni, bisnipoti, nipoti (figli di fratelli), zii paterni e materni
Pronipoti (figli di figli di fratelli), cugini, prozii (fratelli di nonni)

 

DPCM 22 MARZO 2020: AGRICOLTURA ATTIVITÀ ESSENZIALE

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 marzo 2020 ha sospeso tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle indicate in un apposito allegato: Dcpm_200322_Allegato1.

Possono proseguire vi sono le attività agricole, le attività professionali e le attività delle organizzazioni economiche di categoria e dei datori di lavoro.

Il decreto prevede per le persone il divieto di trasferirsi a spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un Comune diverso rispetto quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza, ovvero per motivi di salute.

Restano sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere agricole e agroalimentari, nonché dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali.

Tutte le aziende in attività dovranno adottare una serie di misure per assicurare ai lavoratori adeguati livelli di protezione. Queste misure sono contenute nel “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, sottoscritto  il 14 marzo da Governo e parti sociali. Per approfondire clicca qui.

 

OBBLIGO COMUNICAZIONE AL PREFETTI PER ATTIVITÀ FUNZIONALI A QUELLE INDICATE NELL’ALLEGATO 1 DEL DPCM 22/03/2020

È consentito il proseguimento delle attività non indicate nell’allegato 1 del DPCM del 23 marzo 2020 purché esse siano funzionali ad assicurare la continuità delle filiere dei settori di cui all’allegato 1.

Per poter proseguire l’attività è obbligatoria una comunicazione al Prefetto della Provincia ove è ubicata l’attività produttiva (in cui sono spiegati e giustificati i motivi della richiesta indicando le imprese e le amministrazioni beneficiare dei servizi e delle proprie forniture); fino ad eventuale diniego l’attività può essere proseguita.

Scarica qui la certificazione valida per la Prefettura di Cuneo: Modello 3 – Richiesta di autorizzazione ai sensi dell’art. 1 comma 1 lettera h) del D.P.C.M. 22 marzo 2020