Bloccata la selezione dei caprioli: danni gravissimi per l’agricoltura e per la sicurezza

03.06.2019

capriolo

Siamo all’inizio di giugno e la Regione Piemonte non ha ancora approvato il calendario venatorio 2019/2020. La mancata approvazione del provvedimento, che deve essere adottato dalla Giunta regionale, sta creando una forte apprensione nel mondo agricolo, in quanto senza il calendario venatorio non possono essere definiti i piani di prelievo per i caprioli, ungulati che stanno proliferando in modo a dir poco eccessivo e per i quali si rende necessaria un una forte limitazione.

“In base alla legge regionale 5/ 2018 sulla tutela della fauna e la gestione faunistico venatoria tocca alla Giunta regionale disciplinare il prelievo degli ungulati – spiega il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia -: il calendario venatorio, così come dispone la legge, dev’essere adottato entro e non oltre il 15 giugno di ogni anno. In mancanza di questo non è possibile aprire la caccia di selezione al capriolo”.

La Giunta uscente non ha deciso nulla in proposito e, considerando i tempi tecnici per la formazione della nuova Giunta e per l’attivazione delle procedure connesse all’approvazione della delibera, si può ora prevedere che l’apertura della caccia al capriolo venga avviata non prima di luglio.

Per le coltivazioni, in particolare i vigneti, i caprioli rappresentano una vera e propria piaga: in questa stagione – chiariscono i tecnici di Confagricoltura – gli animali si cibano dei germogli di vite ancora teneri, arrivando anche a danneggiare le gemme e compromettendo così il raccolto del prossimo anno. Le scorrerie di cinghiali e caprioli rappresentano un vero e proprio flagello per le campagne, lasciando senza difese gli agricoltori. Inoltre il proliferare incontrollato di selvatici rappresenta un problema di sicurezza, in quanto gli ungulati mettono a repentaglio l’incolumità degli automobilisti.

L’anno scorso la delibera della Giunta regionale che stabiliva il piano di controllo selettivo dei caprioli venne adottata il 5 giugno: il numero di animali da abbattere in Piemonte venne quantificato in 6.717 unità. “Oggi questo esercito di selvatici – conclude Confagricoltura – agisce indisturbato arrecando danni gravissimi alle coltivazioni e alla sicurezza dei cittadini: chiediamo che le istituzioni prendano atto della situazione e agiscano immediatamente per evitare che la situazione diventi ingestibile”.

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