Stoccaggio dei reflui zootecnici: Confagricoltura segnala alla Regione Piemonte le molte criticità per l’inverno 2019

28.12.2018

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Lo scorso 21 dicembre, con una lettera indirizzata alla Direzione Agricoltura della Regione Piemonte, Confagricoltura Piemonte aveva segnalato una delle principali criticità per l’inverno 2018-19: quella relativa alla difficile gestione degli stoccaggi dei reflui zootecnici.

A causa dell’andamento meteo-climatico piuttosto anomalo di quest’anno, infatti, si è verificato un ritardo nelle semine primaverili, che ha portato a posticipare oltre il periodo consueto la raccolta e le successive operazioni colturali autunnali, tra cui l’applicazione al suolo dei reflui zootecnici. A complicare le operazioni, oltre al già ridotto lasso di tempo a disposizione prima del divieto invernale, sono state le piogge prolungate, che hanno di fatto ridotto la finestra a disposizione a 9-10 giorni utili, contro i 20-21 potenziali. Molte aziende, di conseguenza, si trovano ora costrette a dover affrontare il periodo di divieto assoluto in condizioni precarie e con il serio rischio di tracimazione delle vasche di stoccaggio, specialmente se si dovessero verificare piogge o nevicate abbondanti.

La richiesta di Confagricoltura, quindi, è quella di iniziare a predisporre azioni e strumenti necessari per poter gestire situazioni di emergenza ambientale e sanitaria che si potrebbero verificare nei prossimi mesi. 

La Regione Piemonte, pur recependo le sopracitate segnalazioni, ha però ribadito il divieto assoluto dall’1 dicembre al 31 gennaio ed in qualsiasi momento in caso di suolo innevato, gelato o saturo d’acqua, sottolineando inoltre come per il mese di febbraio saranno applicabili solo più altri 10 giorni di divieto, essendone già stati previsti 20 (dei 30 complessivi a disposizione) a novembre 2018. Inoltre, la Direzione Agricoltura piemontese ha precisato che la Regione stessa cofinanzia iniziative aziendali volte ad adeguare la dotazione di stoccaggio, laddove insufficiente.

Una presa di posizione che è soprattutto legata ad aspetti tecnico-burocratici, ma che non risolve concretamente il problema che rischiano di dover affrontare a breve le aziende piemontesi. Pertanto, Confagricoltura ha scelto di proseguire nella propria azione, alla ricerca di una soluzione pratica ed anticipata.

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